La cosmologia moderna

Nella breve scheda sono riassunte le concezioni cosmologiche di Cusano e Bruno. L’indeterminatezza del cosmo e la sua infinità segnano l’inizio della rottura del paradigma antico.

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La terza via di Tommaso d’Aquino

Nel breve video è presentata in forma evocativa e multimediale (musica, immagini, testi) la terza via di Tommaso d’Aquino. Come è noto, la terza via parte dalla contingenza e dal possibile.

La poesia di Montale “Forse un mattino andando” esprime proprio l’idea della contingenza delle cose: “poi come su uno schermo, si accamperanno di gitto/ alberi, case e colli per l’inganno consueto…”

Le riproduzioni delle opere di Magritte si àncorano al testo montaliano…

Le teorie razziste di De Gobineau e Chamberlain

gobineau1Per un utile, significativo e sintetico approfondimento del razzismo di fine Ottocento.

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Scritti teologico-giovanili di Hegel

Ai volenterosi studenti che amano cimentarsi nei limpidi cieli della teoresi filosofico-metafisica alla ricerca di sottili fliazioni della dialettica hegeliana, suggerisco alcuni brani tratti da proficue letture (saggi di Von Balthasar e Borghesi). Non sarebbe male, per chi è più in difficoltà scaricare il file su Hegel in questo blog (tratto da Weischedel) sicuramente di più facile comprensione. A tutti una buona lettura

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I ROMANOV

Hobbes e Locke. Due modelli politici a confronto

Per le classi IV C e IV D.

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La comunicazione nell’epoca ipermediale. Uno sguardo critico

Prefazione del prof. Ulderico Bernardi al libro di

Antonio Lionello e Giuseppe Manzato, La comunicazione nell’epoca ipermediale, Diade, Padova 2003.

Communicatio facit civitatem. Ora più che mai, in una società che si trova a fronteggiare processi d’una invasività mai prima conosciuta. Il dialogo, l’interazione fra soggetti rischiano d’essere travolti da un uso spregiudicato ed iperaccentrato d’ogni strumento di comunicazione sociale.

Uno degli aspetti che creano maggiore preoccupazione in chi ha a cuore la promozione della persona umana, rispettata e onorata nella sua appartenenza sociale e culturale. L’inciviltà, la volgarità, talvolta la disumanità che la comunicazione assume nella nostra epoca sfacciatamente rivolta all’esibizionismo e alla spettacolarità, è sotto gli occhi dell’opinione pubblica.

È questo lo scenario ideale entro cui si collocano le ricerche, e il presente lavoro, di Antonio Lionello e Giuseppe Manzato.

Quel grido del cuore che non si può tacitare

Venerdì 8 agosto. Con un colpo di pistola V. ha messo fine alla sua giovane vita.

Perché? Quale disagio ha lacerato per sempre quel giovane cuore? Quale dolore si era aperto nel cuore di V.?

Sono domande che attendono risposta, domande che non possono essere sepolte, perché il cuore è indistruttibile anche quando “Tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace di un’onta, un po’ come si tace di una speranza ineffabile” (Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi).

Ogni disagio e ogni dolore coprono sempre un desiderio. Il desiderio di vivere risorge sempre, è più forte. E’ costitutivamente desiderio di giustizia, desiderio di bellezza, desiderio di bontà. Quel disagio e quel dolore inconfessato e inconfessabile, gridavano una Presenza umana. Quel disagio era una domanda che gridava una Presenza, una compagnia e un aiuto.

Come ebbe a dire don Giussani al funerale di un uomo che era morto, come V., tragicamente: «Quanto bene ha fatto quest’uomo! Ed è certo che Dio non può azzerare neanche una opera buona (una sola!) fatta dall’uomo! Perché se la natura dell’Essere è amore, quella sola azione può difendere vite intere».

Ho pensato a tutti i miei studenti. Il loro cuore grida tutti i giorni: «io ci sono. Guardami. Guardami veramente, per quello che sono, non per tornaconto. Fammi credito di un giorno di simpatia totale!». Ovvero, guardami alla luce del Destino.

E’ un dolore che ci lascia sgomenti, muti. Pieni di silenzio. Ma non disperati. E’ un dolore straziante, come lo può essere il cuore della madre che l’ha generata. Però, che conforto, che speranza, che magnanimità, che toccante esperienza del divino il giorno del funerale, quando la madre ha detto: «Perdono tutti quelli che le hanno fatto del male».

Grande è il male del mondo. E molti vi contribuiscono.

Quella madre ha dato voce all’Unico che risponde di fronte alle brutte possibilità della storia. La misericordia e il perdono nella storia hanno un nome: Gesù. Non sono l’esito della forza d’animo dell’uomo. E’ realmente la forza di un Altro. Per questo siamo grati a chi ha dato voce  a questa consolante verità.

CONSIDERAZIONI A MARGINE SULL’ESAME DI STATO

Dostoevskij e sant’Agostino

Il problema del male ha tormentato il grande romanziere russo e il grande filosofo africano. Cosa avrebbe risposto sant’Agostino all’incalzante interrogare di Ivan Karamazoff? Questa è la sfida lanciata in una classe IV del Liceo Scientifico G. Galilei di Adria. Sono di seguito pubblicati i lavori di Maria Laura Magrini, Laura Motta, Gaia Bertaggia e Serena Tiozzo che ringrazio vivamente.

Riccardo Finotto

Maria Laura Magrini

Laura Motta

Gaia Bertaggia

Serena Tiozzo

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