Venerdì 8 agosto. Con un colpo di pistola V. ha messo fine alla sua giovane vita.
Perché? Quale disagio ha lacerato per sempre quel giovane cuore? Quale dolore si era aperto nel cuore di V.?
Sono domande che attendono risposta, domande che non possono essere sepolte, perché il cuore è indistruttibile anche quando “Tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace di un’onta, un po’ come si tace di una speranza ineffabile” (Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi).
Ogni disagio e ogni dolore coprono sempre un desiderio. Il desiderio di vivere risorge sempre, è più forte. E’ costitutivamente desiderio di giustizia, desiderio di bellezza, desiderio di bontà. Quel disagio e quel dolore inconfessato e inconfessabile, gridavano una Presenza umana. Quel disagio era una domanda che gridava una Presenza, una compagnia e un aiuto.
Come ebbe a dire don Giussani al funerale di un uomo che era morto, come V., tragicamente: «Quanto bene ha fatto quest’uomo! Ed è certo che Dio non può azzerare neanche una opera buona (una sola!) fatta dall’uomo! Perché se la natura dell’Essere è amore, quella sola azione può difendere vite intere».
Ho pensato a tutti i miei studenti. Il loro cuore grida tutti i giorni: «io ci sono. Guardami. Guardami veramente, per quello che sono, non per tornaconto. Fammi credito di un giorno di simpatia totale!». Ovvero, guardami alla luce del Destino.
E’ un dolore che ci lascia sgomenti, muti. Pieni di silenzio. Ma non disperati. E’ un dolore straziante, come lo può essere il cuore della madre che l’ha generata. Però, che conforto, che speranza, che magnanimità, che toccante esperienza del divino il giorno del funerale, quando la madre ha detto: «Perdono tutti quelli che le hanno fatto del male».
Grande è il male del mondo. E molti vi contribuiscono.
Quella madre ha dato voce all’Unico che risponde di fronte alle brutte possibilità della storia. La misericordia e il perdono nella storia hanno un nome: Gesù. Non sono l’esito della forza d’animo dell’uomo. E’ realmente la forza di un Altro. Per questo siamo grati a chi ha dato voce a questa consolante verità.